Punto 10: Indertol, Ausertol

Le montagne e i pascoli fanno da sfondo alle vicende narrate nella novella.

Media

Descrizione

Alle tre e mezzo del mattino era già chiarissimo, ma il sole non si vedeva ancora. Quando su, sul monte, si passava davanti alle malghe si vedevano i vitelli mezzi addormentati e mezzi svegli nei prati circostanti. Come grandi forme pietrificate bianco opaco giacevano con le zampe contratte, la parte posteriore del corpo un po’ inclinata di lato; non guardavano il passante, né lo seguivano con lo sguardo, ma tenevano il muso immoto rivolto alla luce attesa, e con il loro ruminare lento e regolare sembravano pregare. Si passava fra loro come attraverso una esistenza remota e crepuscolare, e riguardandoli dall’alto sembravano mute chiavi di violino bianche disseminate qua e là e disegnate dalla linea del dorso, delle zampe posteriori e della coda.
(Grigia, p. 43 e 45)

Nei Diari emergono i luoghi del fronte.

Cosa resta del tempo in frammezzo? Le serate d’autunno, che mi ricordano il pelo del cincillà; le stanze hanno un crepuscolo così gradevole. La baracca del tenente Samsinger con il grande rettangolo orizzontale della finestra. Dietro la nebbia grigio chiaro; da lì tutto in accurata gradazione fino al crepuscolo chiaro. Il colpo secco dell’artiglieria da montagna.
(Diari, 3 settembre 1915, p. 109)

Una cavalcata notturna al lago d’Ezze; grande nel momento in cui si svolta nella conca rocciosa e le montagne nere si ergono nella notte nera. <Paese di morti>.
(Diari, 3 settembre 1915, p. 109)

Neve sulla Schrumspitz e sullo Schwarzkofel. In basso, dorato nel sole, un campo con covoni di spighe. E il cielo bianco e blu.
(Diari, 5 settembre 1915, p. 109)

Ritorna alla pagina iniziale